Google Sandbox
Nel corso dell’ultimo Search Engine Strategies è stato ammesso, da alcuni ingegneri di Google presenti all’evento, l’esistenza del sandbox.
Il sandbox è uno dei principali ostacoli per i nuovi siti che vogliono posizionarsi su Google, una specie di limbo dove il sito permane per diverso tempo dopo essere stato "scoperto" dal motore di ricerca. Ottenuti i requisiti che Google considera corretti, il sito, nel frattempo "cresciuto", esce dal sandbox diventando visibile nei risultati delle richerche (serps).
Durante il periodo di permanenza del sito nel sandbox (può variare da qualche settimana a qualche mese) è possibile ottenere ottimi posizionamenti in Yahoo! e MSN, avere una buona link popularity ma non comparire affatto con le rispettive Keyword usate su Google.
Tutto questo risponde all’esigenza di ottenere risultati delle ricerche il più possibile "puliti", impedendo ai siti appena nati di raggiungere posizioni di vertice attraverso tecniche artificiali.
C’è anche chi sostiene che il sandbox sia utilizzato come una specie di purgatorio dei siti web, anticamera dell’inferno per quelli bannati.
Come evitare il Sandbox?
I nuovi siti hanno molte probabilità di essere penalizzati, rimane soltanto la speranza di uscirne il prima possibile. Che fare?
Sicuramente sviluppare la propria link popularity gradualmente, facendo attenzione che i link appartengano a differenti indirizzi ip con differenti anchor text; e ancora, nel caso si registri un nuovo dominio, mettere subito una pagina index ed intanto farla spiderizzare dai motori, in modo che possa partire lo storico del dominio.
Nei primi mesi di vita di un sito è sicuramente meglio dedicarsi alla creazione di buoni contenuti ottimizzati anzichè pianificare una strategia aggressiva di linkaggio.

Il Click Fraud è un fenomeno sempre esistito ma che sta facendo molto scalpore soprattutto negli ultimi tempi, forse perchè prima, essendo ridotti i budget, le conseguenze erano meno gravi. In sintesi, si tratta di click fraudolenti, artificiali, dietro i quali cioè non ci sono utenti che visionano le pagine e poi fanno click su un contenuto sponsorizzato.
Da un po’ di tempo a questa parte sto usando Feed Reader, un software free da installare sul proprio pc, che permette di poter organizzare i feed RSS dei vari siti web che offrono questa funzionalità . 
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