Archivi per Dicembre, 2005


MSN paga gli utenti

La strategia di Bill Gates per cercare di togliere traffico al sempre più utlizzato Google, parte dal bisogno principale degli utenti, ovvero il denaro.

Infatti MSN non si terrà tutti i ricavi derivati dalla pubblicità online, ma li condividerà con i propri utenti che utilizzeranno MSN come motori di ricerca. I premi saranno in denaro, in punti oppure anche in hardware o meglio ancora per Microsoft in software.

Ancora non è chiaro come funzionerà il tutto e quale sarà la strategia, il fatto è che comprare gli utenti non significa avere una utenza realmente interessata all’utilizzo del motore e di consegeuenza agli inserzionisti presenti nel risultato delle ricerche, vedremo come al solito cosa succederà e quali saranno le contromosse degli altri.

Google Analytics

E’ passato oramai un mese da quando Google ha deciso di rilasciare in versione free il suo sistema di web analytics acquistato da Urchin mesi fa, riducendone da subito il costo da 400$/mese a 150$. Ora è il momento di fare alcune valutazioni.
Lavorando ad un prodotto di Web Analytics emergente ed in rapida crescita come Conversion-lab, molti, ultimamente, mi chiedono un parere sull’argomento pensando che sicuramente questa mossa di Google taglierà le gambe a tutti coloro che sviluppano tecnologia di misurazione web. In realtà le cose sono andate un po’ diversamente, infatti dal mio punto di vista il lancio di questo servizio è stato un fenomeno pubblicitario inimmaginabile. Come tutto quello che Google fa o annuncia anche l’argomento Analytics non ha mancato di suscitare attenzione da parte di media, operatori, clienti. Improvvisamente si è cominciato a parlare dell’argomento, fino a poco tempo fa completamente sconosciuto e, come al solito, è scattata la rincorsa ad essere informati e formati su questa “nuova scienza”. Il punto è che il vero valore della web analytics non sta nel software di analytics ma nell’analysis e interpretazione dei dati. Il concetto chiave è che si può dare uno strumento, anche gratis, ma se non lo si sa utilizzare, serve a ben poco; un po’ come regalare una navicella spaziale ma senza libretto delle istruzioni, bellissima da vedere, emozionante salirci sopra, giocherellarci, ma poco di più…

Oggi il reale valore aggiunto di chi opera in questo campo è fornire consulenza e supporto ai clienti nella comprensione dei dati e sviluppare dati aggregati, anche meno approfonditi, ma funzionali e comprensibili, procedendo per piccoli step. Con questa filosofia noi approcciamo la web analytics e da qui è nato il bisogno di crearsi un prodotto proprio, perchè molte piattaforme americane sono pensate per un pubblico completamente diverso e non permettono customizzazioni.Un esempio su tutti, all’interno di Google Analytics, veramente da “effetti speciali”: la funzionalità per la geolocalizzazione degli accessi, ovvero vedere su una mappa geografica da dove arrivano i propri accessi al sito, raffigurati con un punto. Purtroppo in Italia l’associazione tra IP e città non funziona perchè non vengono seguite queste regole, quindi gli accessi risultano dove sono presenti i provider. Ad esempio, se mi trovo a Firenze e mi collego con l’accesso a Tiscali, il sistema mi riconoscerà come un utente che naviga da Cagliari. Come si può vedere da questo screenshot su un mio sito di test risultano accessi dalla Toscana da città sconosciute come chiocchio, peretola, calci superiori a città principali o capoluoghi, non credo che possano essere dei dati attendibili.

Quello che maggiormente ha suscitato delusione sul sistema è stato il fatto che permettendo la registrazione free a chiunque, in una settimana sono stati registrati 250.000 siti e di conseguenza per circa un’altra settimana il sistema è stato bloccato, tutt’oggi ci sono molti rallentamenti e molti clienti che utilizzavano il buon vecchio Urchin si lamentano di rallentamenti e spesso down del servizio. 

Un punto a favore di Google Analytics è che presenta una completa integrazione con Adwords e come potrebbe essere diversamente… In molti però non sono convinti di questa funzionalità, infatti il fatto che lo stesso fornitore che vende pubblicità misuri anche il ritorno dell’investimento effettivamente crea qualche perplessità e diffidenza. Soprattutto le grandi aziende non sono molto contente di far sapere a Google i propri dati di accesso, considerando che all’interno del contratto di registrazione non è menzionato cosa Google può fare con i dati in possesso.

Da un punto di vista di report statistici, il prodotto è sicuramente ottimo, molto rifinito, collaudato, c’è poco da dire…chiaramente una funzionalità molto richiesta in questo momento come il Click Fraud non è presente e ovviamente credo che non ci sarà mai.
Dal mio punto di vista il cliente ha bisogno di report personalizzati che sfruttano la tecnologia come leva per la consulenza data dall’esperienza nell’interpretazione dei dati.

Tempo di API

ApiPreso dalle mille cose da fare per chiudere l’anno, non ho avuto molto tempo per postare sul blog, ho sempre in mente molte cose da scrivere e da condividere, come appunto le API.

Dal titolo di questo post qualcuno potrebbe immaginare un documentario di National Geographic in relazione alle api, in realtà l’acronimo sta per Application Programming Interface, funzioni che vengono messe a disposizione dai Sistemi Operativi, da applicazioni software, dai motori di ricerca al fine di poter dare un “linguaggio” di integrazione e scambio dati.

Proprio in questi giorni Alexa ha annunciato l’apertura del proprio database attraverso l’interfaccia tramite API. Sarà quindi possibile utilizzare tutte le informazioni presenti in questo motore specializzato in statistiche. Lo stesso da tempo è stato messo a disposizione anche dai grandi motori di ricerca Google, Yahoo! , MSN.

Google ha rilasciato, in questi giorni, le API per la creazione della propria home page del motore, dove è possibile inserire una serie di funzionalità messe a disposizione nella galleria, come un orologio, le mappe, il meteo oppure crearne altre a proprio piacimento.
Dal mio punto di vista, la vera potenzilialità sta nel fatto che diventa possibile interfacciarsi con applicativi dei motori, operazione molto utile nello svolgimento ad esempio di attività di SEM, penso, in particolare, al Keyword Advertising. Infatti, attraverso le API di Google Adwords, è possibile dialogare direttamente con il proprio pannello di controllo gestendo da programmi esterni le keyword, i budget  ed ogni impostazione presente. Con questo approccio sono stati creati i software di Bid Management e il Desktop Search di Google.

L’argomento è molto interessante e il terreno è ancora tutto da esplorare. Si potrebbe addirittura creare un proprio motore di ricerca, all’interno di Google Labs ci sono gia molte idee da sviluppare.