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Google testa il “Click to Call”

Negli ultimi tempi Google sta presentando al mercato una novità quasi ogni giorno, da tempo si parlava dello sviluppo nell’ambito del VOIP, infatti è in versione di test la funzionalità "click to call" già in sviluppo da altri player sul mercato ad esempio Ebay con il recente acquisto di Skype.

Come funziona?
Un utente ad esempio potrà parlare con gli advertiser presenti nel risultato delle ricerche, semplicemente facendo un click sul pulsante di chiamata, automaticamente verrà chiamato in forma anonima l’inserzionista pubblicitario che darà le risposte in merito al prodotto o al servizio promozionato.

A questo punto si apriranno degli scenari diversi,come la possibilità di poter accedere ad un numero che ricarica il credito dell’inserzionista una sorta di 899 anche se Google nelle FAQ ha vietato l’uso di questi sistemi, oppure permettere ad un utente di potersi salvare la rubrica degli advertiser chiamati in modo da poterli richiamare per avere informazioni successivamente, insomma le inziative creative non mancheranno. Tutto questo porterà ad avere un reparto "call-center" interno all’azienda attento a dare le risposte giuste e che sappia dialogare con questo tipo di utenza.

Come al solito a breve la soluzione sarà presente sul mercato e con la stessa rapidità tutti quanti si dovranno muovere in questa direzione, agenzie SEM incluse.

Adsense Ovunque!

Recentemente ho visto utilizzare su alcuni siti aziendali, alcuni addirittura di agenzie specializzate in web marketing , l’inserimento dei codici di visualizzazione per l’Adsense, il programma di Google che permette di esporre su siti web gli annunci in Pay per Click.

La cosa mi lascia alquanto perplesso: aldilà del fatto che un sito aziendale non farà mai un traffico elevato da poter effettivamente guadagnare con la pubblicità.. che conseguenza può avere una tale operazione a livello di immagine, comunicazione, acquisizione clienti?

L’obiettivo di un sito web aziendale è vendere un servizio o pubblicità di Google ?

Senza contare poi che questa operazione può rivelarsi addirittura dannosa, perché, una volta spesi tanti soldi per portare utenti sul proprio sito, può avvenire che qualcuno di questi clicchi inavvertitamente su un link o perchè veramente interessato ad un messaggio Pay Per Click, uscendo di conseguenza dal sito per andare a vederne un altro, magari di un competitor! Insomma, in molti casi, si tratta di una vera e propria strategia suicida.

CONCLUSIONI: Per guadagnare 2 euro al giorno se ne perdono centinaia perdendo potenziali contatti o clienti. Una bella mossa!

Google Reader

Google_reader_1Google non poteva stare a guardare sulla gestione degli rss , proprio un’area di business dichiarata a maggiore sviluppo dei prossimi anni, infatti ecco "Google Reader" uno strumento molto facile per gestire i propri feed RSS.

Qualche tempo fa in un post descrivevo l’utilizzo di un software molto utile come "Feed Reader", in realtà quest’ultimo è un software client da installare sul prorio pc, invece Google Reader funziona allo stesso modo di Bloglines.com, viene gestito tutto quanto online senza scaricare nessun software.

A prima impressione sembra molto facile da usare e molto potente, permette infatti di poter oltre a gestire i vari rss di importare ed espotare da altri reader e chiaramente l’integrazione con Gmail è il punto fondamentale dell’applicativo, Jason Shellen di Google dice che "Google Reader is the most comprehensive feed finder available".

Google Sandbox

Nel corso dell’ultimo Search Engine Strategies è stato ammesso, da alcuni ingegneri di Google presenti all’evento, l’esistenza del sandbox.
Il sandbox è uno dei principali ostacoli per i nuovi siti che vogliono posizionarsi su Google, una specie di limbo dove il sito permane per diverso tempo dopo essere stato "scoperto" dal motore di ricerca. Ottenuti i requisiti che Google considera corretti, il sito, nel frattempo "cresciuto", esce dal sandbox diventando visibile nei risultati delle richerche (serps).

Durante il periodo di permanenza del sito nel sandbox (può variare da qualche settimana a qualche mese) è possibile ottenere ottimi posizionamenti in Yahoo! e MSN, avere una buona link popularity ma non comparire affatto con le rispettive Keyword usate su Google.

Tutto questo risponde all’esigenza di ottenere risultati delle ricerche il più possibile "puliti", impedendo ai siti appena nati di raggiungere posizioni di vertice attraverso tecniche artificiali.

C’è anche chi sostiene che il sandbox sia utilizzato come una specie di purgatorio dei siti web, anticamera dell’inferno per quelli bannati.

Come evitare il Sandbox?
I nuovi siti hanno molte probabilità di essere penalizzati, rimane soltanto la speranza di uscirne il prima possibile. Che fare?
Sicuramente sviluppare la propria link popularity gradualmente, facendo attenzione che i link appartengano a differenti indirizzi ip con differenti anchor text; e ancora, nel caso si registri un nuovo dominio, mettere subito una pagina index ed intanto farla spiderizzare dai motori, in modo che possa partire lo storico del dominio.

Nei primi mesi di vita di un sito è sicuramente meglio dedicarsi alla creazione di buoni contenuti ottimizzati anzichè pianificare una strategia aggressiva di linkaggio.

Assitenza Telefonica AdWords

Con una mail ai "maggiori inserzionisti" Google ha lanciato il suo programma di assistenza telefonica, andando a creare un numero a tariffa urbana per poter parlare con degli specialisti di AdWords, il servizio è attivo dal Lunedi al Venerdi dalle 9 alle 18.

Google Print

Example_lg_1Dopo l’uscita di Google Talk , arriva in versione Beta Google Print anche in Italia. Un progetto sicuramente molto innovativo ed a mio parere molto ambizioso, infatti darà la possibilità agli utenti di poter ottenere come risultato delle ricerche, contenuti presenti all’interno di libri di testo.
E’ possibile visualizzare la pagina del libro dove si trovano le parole chiavi ricercate, ottenere informazioni sull’autore, leggere la recensione, trovare la biblioteca più vicina attraveso il CAP e chiaramente poter acquistare il libro online.

Il tutto funziona attraverso un team di Google che si occupa della scansione dei testi , anche per gli editori Italiani che desiderano includere i loro libri nell’indice di ricerca possono iscriversi al programma Publisher, spedire i libri a Google che eseguirà la scansione e le inserirà nel sistema di ricerca.
Ulteriori informazioni all’indirizzo: http://print.google.it

Google Talk

Google_talk_1  Era in attesa l’ennesima apllicazione di Google pronta a movimentare il mercato degli Instant Messenger.
Google Talk è possibile scaricarlo in versione Beta solo per chi possiede un account Gmail, si propone come concorrente sul mercato dei soliti noti ovvero MSN e Yahoo! con il loro rispettivo Messenger che hanno negli anni creato una comunità molto forte, ma anche del sempre più utilizzato Skype (ho fatto un post qualche tempo fa)

Con Google Talk infatti sarà possibile ricevere ed effettuare telefonate VOIP (Voice Over IP) , mandare messaggi Instant Messaging , ricevere notifiche dell’arrivo di email sulla propria casella GMAIL, installando il software sul proprio PC, funziona sotto Windows Xp e Windows 2003.

Al momento, forse perchè sempre in versione BETA non è possibile telefonare ad altri numeri utlizzando un sistema a pagamento.

Il tutto funziona su un protocollo molto famoso per gli addetti al settore che è Jabber, ed infatti è possibile dialogare con il netword di Google Talk utilizzando altri software come Miranda IM , GAIM, ICHAT , Adium ed altri come riportato dalla tabella scaricabile dal sito di Google Talk

Google Maps

Area51 Negli ultimi giorni si è parlato molto del servizio di Google riguardante le mappe, non tanto per l’efficenza del servizio che è veramente potente, ma per la clamorosa possibilità di poter vedere dall’alto le cosiddette no-fly zone.

Se ne parla anche su i-dome di come sia possibile vedere ad esempio la base militare di Aviano oppure Camp Darby a Pisa dove si possono addirittura vedere tutti i bunker nel bosco, con la definizione massima offerta dal servizio.
Anche negli altri paesi stessa situazione, addirittura la famosa Area 51 , oramai diventato più un fenomeno mediatico e cinematografico anche perchè sicuramente i segreti sicuramente non stanno più la, non è stata esclusa, ed è infatti possibile vedere nel dettaglio tutta la base aerea supersegreta.

In un sito Americano tutte le foto dell’Area 51 riprese da Google Maps
Il punto è che sicuramente dall’alto non si può vedere più di tanto e che in queste basi i segreti stanno sottoterra magari 10 o 15 piani , ma comunque sia non è che questa volta Google ha un po’ esagerato?

Google Sitemaps

Google ha introdotto dai primi di giugno un sistema sperimentale , la solita versione BETA, per fare "crawling guidato" ai propri spider attraverso la segnalazione da parte di chi gestisce un sito. Il modello richiama il concetto del sitemaps, che da qui prende il nome, ovvero una mappa di link per permettere di fa conoscere al motore di ricerca anche quelle url più nascoste magari presenti molto in "profondità" tra le pagine di un sitoweb.

Come funziona?

Innanzitutto dobbiamo accedere con il nostro account Google direttamente nell’area Google Sitemaps e segnalare l’url dove è presente il file sul nostro sito che racchiude tutte le pagine da far indicizzare.
A questo punto si deve creare un file da mettere sul server del sito, per permettere agli spider di leggere il contenuto ci sono tre possibilità di poter generare il file:

- file txt manuale
- file XML manuale
- file XML generato

Il primo approccio è quello meno funzionale ma più semplice, infatti basta creare un file di testo con la lista completa delle URL presenti nel sito da far spiderizzare.

Sicuramente l’XML è la via più corretta che permette di poter generare automaticamente liste di URL dal proprio applicativo. Un esempio di output XML :

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
< urlset xmlns="http://www.google.com/schemas/sitemap/0.84">
   <url>
      <loc>http://www.website.com/</loc>
      <lastmod>2005-01-01</lastmod>
      <changefreq>monthly</changefreq>
      <priority>0.8</priority>
   </url>
< /urlset>

<urlset>
Informazioni sul file sitemap da segnalare

<url>
Informazioni sulla url da segnalare

<loc>
La Url esatta da segnalare al motore, se vengono utilizzate pagine dinamiche , va segnalato l’indirizzo completo , www.website.com/article.php?id=43

<lastmod>
L’ultima modifica effettuata alla pagina

<changefreq>
La frequenza di aggiornamento della pagina

<priority>
La priorità di pagina nel sito espressa in un valore tra 0,1 e 1 per indicare allo spider quali sono le URL più importanti

Ci sono dei tool che permettono di poter generare i file , Google mette a disposizione SiteMaps Generator , ma esistono anche altri come Vigos Gsitemap molto potenti e semplici da usare.
Sarà importante capire nei prossimi giorni come tutto ciò si integrerà con il sistema di indicizzazione utilizzato fino ad ora e che tipo di valore aggiunto porterà per le SERPS avere una url spiderizzata da Google Sitemaps anziche il metodo tradizionale.

La morte del PageRank

Se prima poteva esserci qualche dubbio, ora è certezza, il Page Rank è morto definitivamente, infatti per chi utilizza le toolbar di google da qualche giorno la barra è grigia ovvero disattivata.

In concomitanza con questo evento Google ha registrato presso lo USPTO (US Patent & Trademark Office) il marchio TrustRank

Cosa succederà a questo punto? Un nuovo sistema sostituirà il PR oppure un modello evoluto che possa essere blindato e che eviti speculazioni? Vedremo…