Quale è il nuovo approccio mentale per essere protagonisti nell’innovazione

Studi recenti sul livello intellettivo in età adulta, confermano la difficoltà di potenziare il livello dell’intelligenza raggiunto. Nonostante vi esercitiate facendo puzzle o altri giochi che allenano le capacità della vostra mente, è stato dimostrato che essa non aumenterà  in modo permanente la capacità di creare significato.

Oggi tutto intorno a noi ci chiede però di essere più smart. Il lavoro è sempre più fluido, in mutamento, e ci è richiesto di prendere decisioni e risolvere problemi in breve tempo. Ed essere anche innovativi. Sono sempre di più le evoluzioni da seguire e le possibili strade da percorrere. Come fare a bypassare i limiti personali che ci impediscono di raggiungere gli obiettivi, sia personali che lavorativi?

Essere più smart: esiste un modello da seguire?

Michael Simmons studia da anni i modelli mentali, tra cui i BIAS (se non sai cosa ancora cosa sono clicca qui) e come migliorare l’apprendimento umano.
Analizzando le diverse tipologie impiegate oggi, ha riassunto tutti i modelli che possono realmente migliorare il nostro essere smart.

 

Questa infografica è il risultato finale dello studio, in cui sono stati inseriti i 650 modelli con cui è possibile migliorare le performance del nostro cervello.

Ma cosa è un modello mentale?

Un modello mentale è la rappresentazione simbolica di un concetto o di una realtà e delle relazioni funzionali reciproche dei suoi componenti.

In altre parole, è il modo, gli strumenti, la cornice, con cui comprendiamo quello che ci circonda e prendiamo decisioni.

Per un approfondimento guardate questo interessante video:

Un esempio di modello mentale da applicare subito

Un modello infallibile che può dare ottimi risultati è l’applicazione della legge di Pareto. Questa famosa legge, di cui si trova traccia in molti campi, può essere sintetizzata in tre punti:

  • Una piccola parte di input genera un number maggiore di output.
  • Una piccola parte di cause creano una moltitudine di effetti.
  • Pochi sforzi generano un numero elevato di risultati.

Queste costanti possono essere dimostrate attraverso questi banali esempi:

  • il 20% delle relazioni genera il 80% della felicità.
  • il 20% dell’esercizio fisico garantisce il 80% del benessere fisico.
  • il 20% sulla vostra “to do list” a lavoro garantisce il 80% della produttività.

Queste stesso percentuali possono essere invertite:

  • il 20% delle relazioni causa il 80% delle tragedie.
  • il 20% dei clienti causa il 80% dei problemi.
  • il 20% del cibo che mangiamo produce il 80% delle tue malattie.

L’esercizio per superare i limiti cognitivi e riallocare i vostri sforzi, consigliato da Simmons, è di prendersi 30 minuti-1 ora al giorno per darsi una lista di priorità. Facendo questo potrete duplicare la vostra produttività. Come abbiamo visto nel modello del design thinking, la cosa principale da fare è l’auditing, l’ascolto. Identificando quali sono le principali aree a cui teniamo di più o che sono più strategiche per il nostro business, riequilibreremo il tempo e le risorse da allocare. Possiamo cominciare dando priorità alle cose che ci danno più piacere e finire con il reinventare tutta la nostra vita, professionale e non.

Questo modello è molto complesso e può essere applicato a qualsiasi ambito della nostra vita e del nostro lavoro. La versione “basic” del modello, catalogando le attività della nostra vita tra il 20 e il 80%, ci darà una buona base per essere per analizzare dove stiamo andando e come cambiare in modo più smart.

Se focalizzate i vostri sforzi sul 20% dei vostri obiettivi, e ottenete il massimo da esse, potrete ottenere risultati più soddisfacenti, impiegando il restante 80% del vostro tempo in altre, più produttive, attività.

 

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