BIAS COGNITIVI: istruzioni per l’uso

Quante volte al giorno prendiamo una decisione? O ci approcciamo ad una persona? Avete mai pensato a come ci risulti naturale, o semplice e immediato, scegliere come comportarci, anche se non abbiamo una precisa visione o conoscenza di quello che abbiamo deciso? La modalità che ci permette di fare tutto questo si chiama BIAS cognitivo.

Cosa è il BIAS e come funziona

Ecco come è stato definito da Wikipedia:

giudizi (o pregiudizi) che non corrispondono necessariamente alla realtà, sviluppati sulla base dell’interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro e che portano dunque ad un errore di valutazione o mancanza di oggettività di giudizio

In altre parole, il BIAS non è altro che un modello che applica il nostro cervello per semplificare la realtà. Ogni esperienza condizionerà le esperienze future simili. Ma a pensarci bene, non è altro che un modo con cui distorciamo la realtà, al fine di ridurne la complessità. Affidarsi ai BIAS purtroppo non aiuta a prendere la decisione giusta. Per questo saperli riconoscere può aiutare a rivedere un problema sotto una luce diversa. Nella vita professionale, come in quella privata.

Quali sono i fattori che danno vita al BIAS cognitivo?

  • le scorciatoiedell’apprendimento. Pensiamoci: quanto è più semplice ghettizzare un gruppo in base ad una brutta esperienza con uno dei suoi membri, piuttosto che isolarla e rivalutare il gruppo per quello che è realmente?
  • la limitata attività di elaborazione del nostro cervello. E’ un dato di fatto, anche la nostra materia grigia ha delle tempistiche da rispettare.
  • motivazioni emozionali e morali. Un dolore o una profonda convinzione possono modificare il nostro approccio in un momento decisionale o di conoscenza iniziale;
  • distorsioni nell’accumulo dei ricordi. Una esperienza porta con sé un vissuto intrinseco di emozioni. Nessuna rievocazione è pura, fine a se stessa. Riportare alla memoria un ricordo vi farà ripercorrere un momento con tutto l’aspetto emozionale del primo momento in cui avete vissuto quella esperienza, condizionando la nuova;
  • influenza sociale. I gruppi che frequentiamo, la famiglia nella quale viviamo, la musica che ascoltiamo, i film che vediamo, i libri che leggiamo sono solo alcuni esempi di influenze che riceviamo nella vita di tutti i giorni. Le informazioni che riceviamo strutturano la nostra realtà e il mondo in cui pensiamo.

fonte designhacks.co

Alcuni esempi di BIAS

Sveliamo adesso alcuni BIAS. Riconoscerli sarà un primo passo verso la libertà decisionale e comportamentale.

Familiarity Bias.
Prendiamo un investitore, per esempio. Affidandosi a questo BIAS, sceglierà di mettere il proprio denaro in mano a quello che conosce, anziché  valutare l’occasione veramente giusta, magari l’unicorno! Non sempre la logica della familiarità porta la scelta giusta.

Self-Attribution Bias.
Questo BIAS si attua quando attribuiamo a noi stessi un successo, senza dare reale importanza ad altri fattori che hanno contribuito al raggiungimento del traguardo. Quando invece le cose vanno male, la colpa viene attribuita esclusivamente a cause esterne. Pensateci, chi di noi non l’ha mai fatto?

Anchoring Bias.
Quando dobbiamo portare avanti una  negoziazione, una discussione, ci fissiamo con una delle prime cose dette, affermazioni fatte, e ci scontriamo su quelle anziché valutare tutte le opzioni che porterebbero ad un risultato sicuramente migliore.

Survivorship Bias.
Osservando la società, ci verrà da pensare che se in tanti riescono a fare una cosa, allora anche noi possiamo farla. Purtroppo, come abbiamo detto, il BIAS distorce la realtà. Non è detto che, siccome in tanti ci sono riusciti, anche io riesca nell’impresa. L’imprenditoria, per esempio, sembra una cosa scontata, ma non lo è.

Saper riconoscere un BIAS, dargli un nome e abbandonarlo potrà dare sicuramente una svolta al modo di essere e lavorare in azienda, nel prendere decisioni o anche semplicemente nel relazionarsi con i colleghi, per creare un team sano e positivo. Per liberare il pensiero laterale, trovare una soluzione creativa e innovativa, a volte basta bandire il BIAS cognitivo dalla vostra mente e dal vostro team.

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