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Come essere protagonisti nel mondo del’innovazione digitale (Slide)

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In occasione del Marketers Festival 2018 a Vicenza, un evento veramente ben organizzato da un team di professionisti che ci mette veramente il cuore per condividire conoscenza che ha visto la partecipazione di quasi 1.000 persone, ho avuto modo di raccontare la mia visione sulle competenze che occorrono per cavalcare il cambiamento digitale.

Qua le slide che ho usato per raccontare come si sta evolvendo il mondo digitale, come riuscire ad utilizzare le sue potenzialità e le difficoltà che spesso si hanno per essere sempre aggiornati e “sul pezzo”.

Quello che mi piace sempre sottolineare è che oggi per essere protagonisti in questo mondo non si ci si deve soltanto concentrare sulle conoscenze e competenze relative al come si fa una attività, le cosiddette hard skill (per esempio saper fare campagne social, campagne search marketing, native) ma anche e soprattutto sulle soft skill, ossia competenze che riguardano il modo con cui facciamo le cose, aspetti tipicamente umani che creano un valore aggiunto per le connesse hard skill.

 

Ho raccontato la mia visione sulla combinazione tra soft e hard skill utilizzando una similitudine: quando si partecipa ad eventi formativi, workshop, master o qualsiasi altro tipo di format legati alla formazione è come se raccogliessimo tantissimi semi per ogni argomento che andiamo ad ascoltare.

Ma per far crescere bene il seme è importante che il terreno sia fertile, che consenta di offrire un habitat ottimale per consentire di far diventare un seme una pianta forte, che dia frutti sempre migliori e, in altri termini, un’alta professionalità.
Questa immagine spiega bene il concetto di come il terreno fertile consenta alla pianta di crescere.
I rami della pianta che ha le radici radicate nelle soft skill sono carichi di frutti, ossia le competenze degli ambiti più tecnici e quindi (come saper gestire i social, o saper fare una campagna di Google, fare attività di programmati advertising, e-mail marketing,e-commerce,ecc..).

Le principali soft skill che ho riportato nella slide, e sulle quali mi sembra importante soffermarsi, sono:

 

:: Flessibilità cognitiva.
Saper adattare i comportamenti, le modalità di reazione, al cambiamento della realtà. In pratica la flessibilità nel modo di pensare e di agire.

 

 :: Intelligenza emotiva.
Capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie emozioni e quelle altrui. E’ questa indubbiamente una competenza che fa fare dei passi in avanti al team, quando un manager la mette in campo.

 

:: Problem Solving
Chi, oggi, non ha problemi da risolvere alzi la mano. Flessibilità, capacità di adattamento, pensiero laterale, oggi tutti sono chiamati a rileggere il problema (in tempi sempre più stretti) e trovare la soluzione con una nuova chiave di lettura.

 

:: Pensiero Critico
Saper analizzare, discernere e valutare. I soldatini oggi non servono più (le macchine sono pronte per questo e più economiche): quello in cui l’uomo può davvero distinguersi nel futuro è la capacità di valutare e creare.

 

:: Leadership
Un vero leader si concentra sulla creazione della fiducia e per costruirla non può che affidarsi al mettersi nei panni degli altri. In altre parole, potremmo dire che il leader, oggi, diventa un coach. Infatti, come in una squadra di calcio, il “capo” deve saper creare un gruppo affiatato, supportare la crescita personale di ogni membro del team. Il leader deve avere chiari gli obiettivi, per poter condurre il team nella direzione che si vuole raggiungere. Solo avendo una chiara idea di dove stiamo andando il team potrà dare il meglio di sé.

 

 :: Pensiero Laterale
Si tratta di una vera e propria alternativa al “pensiero verticale”, ovvero quella tipologia di pensiero logica e consequenziale condizionata, che a volte ci rende “ingabbiati” e limitati nel nostro modo di vedere, interpretare e di conseguenza interagire con la realtà che ci circonda. Il pensiero laterale, facendo leva sulla creatività, scardina le convinzioni, i bias, e crea nuovi sentieri per la risoluzione dei problemi.

 

In conclusione tanto più grandi saranno le radici tanto più i rami saranno rigogliosi e pieni di vita.  Un albero forte e “ben piantato” ci darà la forza per affrontare le sfide che arriveranno: alcuni frutti cadranno, altri invece cresceranno, altri ancora saremo costretti a tagliarli, ma la nostra evoluzione continuerà e non si arresterà.