Design thinking: un modello di business per startup (e non solo)

Chi si occupa di innovazione è alla ricerca della formula magica per rispondere alle più disparate problematiche in arrivo dalla nuova e complessa realtà che deve fronteggiare quotidianamente. Un nuovo modello molto usato e che da grandi vantaggi è quello del design thinking che aumenta la capacità nel prendere decisioni efficaci e redditizie, creando condivisione e “benessere” per tutte le parti interessate sia interne all’azienda che esterne.

In pratica nuove dinamiche necessitano di un nuovo approccio per ottenere nuove soluzioni e di conseguenza un nuovo modo di pensare.

La premessa necessaria sta proprio nel significato di questa nuova terminologia. Innanzitutto il termine “design” è da interpretare come il verbo “to design”, da non confondere con il design di prodotto. Il design, in questo caso, sta ad indicare un processo di problem solving alla cui base e come risultato sta la creatività, ossia la produzione di un’idea.

La parola thinking, invece concentra il focus sui bisogni legati all’umanità. Per questo il design thinking è un human-centered process, in quanto crea delle soluzioni intorno e per gli utenti.

Ad esempio il design thinking ha rivoluzionato Airbnb, nel 2009, la startup  era sul crollo della bancarotta ed i fondatori hanno cominciato a chiedersi cosa ci fosse che non andasse. Uno di loro iniziò a prestare attenzione agli annunci dei loro utenti nella città di New York e si accorse che le pubblicità non erano interessanti e ben strutturate: le foto degli appartamenti erano spesso fatte con lo smartphone, non tutto l’appartamento era documentato ed in pratica l’utente finale era tutt’altro che invogliato ad affittare un appartamento a New York tramite Airbnb.

Uno dei fondatori, applicando la pratica del design thinking, decise di applicare il nuovo processo creativo al loro problema e l’idea innovativa per salvare la situazione arrivò proprio mettendo al centro le persone.

Noleggiarono una macchina fotografica e decisero di assistere i proprietari degli appartamenti nella realizzazione delle foto e dei contenuti. Una settimana dopo la loro nuova avventura, il fatturato a settimana era salito. I fondatori di Airbnb hanno quindi preferito abbandonare i codici e i loro computer, sfruttando l’empatia e la creatività come ispirazione per uscire dalla crisi e rivoluzionare il mondo del turismo globale.

Il processo del design thinking: le 6 fasi

1. Empathize: la ricerca

L’osservazione è la base per una corretta identificazione del problema da analizzare e a cui trovare una risposta. Per poter osservare e centrare il punto, è necessario conoscere a fondo il problema, ascoltare i bisogni, conoscere le situazioni. Interviste e analisi del target permetteranno una corretta analisi.

2. Define: la definizione del problema

L’identificazione del problema da risolvere è fondamentale e per niente scontata. Occorrerà centrare la domanda a cui si dovrà trovare una risposta, depurandola di tutti i quesiti secondari che la circondano. Per fare centro il team dovrà conoscere bene il prodotto/servizio, il contesto nel quale viene utilizzato ed essere in grado di farsi la giusta domanda per comprendere realmente il problema.

3. Ideate: ideazione dell’idea

Va da sé, che una volta generate più ipotesi di soluzione, l’idea prenda forma. In seguito al lavoro di gruppo, avremo diverse risposte al nostro problema. La scelta non dovrà essere univoca, azzerando il lavoro emerso dalla discussione, bensì si procederà per tentativi.

4. Prototype: realizzare il prototipo

Dare una veste grafica, fisica, al prototipo, all’idea emersa dal processo creativo. Osservare come si muove, o come un nuovo servizio si potrebbe costituire, vi aiuterà a valutarne l’efficacia.

5. Test: 

I test prodotti saranno oggetto di valutazione, anche da persone al di fuori dell’ambito aziendale. I feedback ricevuti saranno fondamentali per scegliere il prototipo su cui puntare e dare via alla fase finale. In altre parole, un taglia e cuci creativo per trovare la giusta soluzione al problema iniziale.

6. Implement: realizzare l’idea

Una volta fatte le rifiniture necessarie, il prodotto/servizio sarà pronto per decollare. E la valutazione ci permetterà di misurare la redditività, l’efficacia e l’efficienza dell’azione messa in campo.

 

Ambiti di applicazione

Nel caso di una start up, il design thinking sarà la strategia con cui trovare soluzioni innovative in  tutti gli ambiti: aprire la propria attività, problematiche legate alle risorse umane, la definizione di una nuova strategia (di medio o di lungo periodo), problemi nell’organizzazione del lavoro, lo sviluppo di nuovi prodotti e/o servizi.

Il design thinking risponde efficacemente a problemi complessi (come nel caso di Airbnb) e/o quando mancano molte informazioni per fare delle valutazioni certe.

Questo processo è quindi applicabile a qualsiasi ambito aziendale, dal marketing alla produzione, alla logistica, alla supply chain, fino alla vita privata, perché no. Non è altro che un nuovo modo per dare la svolta necessaria ai quesiti in una realtà sempre più fluida, in cui la vera differenza la fanno il saper inquadrare il problema e la creatività della soluzione.

 

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